24 Ott 2026

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, in visita alle scuole di Bracciano e Civitavecchia

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Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, in
visita alle scuole di Bracciano e Civitavecchia

(Questo articolo è stato già pubblicato su: Ortica social.it Civitavecchia – Lago – Litorale – Scuola)

 di Anna Maria Onelli


  Il Ministro
dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, continua nel suo percorso di visite
istituzionali in alcune scuole del territorio sabatino, da Bracciano a
Civitavecchia, per incontrare studenti, docenti e amministratori locali. Lo
scorso anno, alcune tappe avevano interessato la regione Campania – con Napoli
e provincia – le Marche, la Calabria. L’intento era quello di sostenere le
scuole per offrire pari opportunità d’istruzione agli studenti su tutto il
territorio nazionale e per rispondere al bisogno di dare ai nostri giovani
sbocchi professionali sempre più rispondenti alle necessità del territorio e
del mondo produttivo.

Il Ministro, il 12 maggio, ha
visitato il liceo Ignazio Vian di Bracciano, dove è stato ricevuto dalla
Dirigente Scolastica, Lucia Lolli, e da una rappresentanza di docenti e
studenti, stante lo spazio, non eccessivo ma accogliente, della biblioteca
scolastica. La dirigente, i docenti e gli studenti, in un clima dialogico
aperto e sereno, hanno posto e risposto a domande, sulle difficoltà che
s’incontrano giornalmente a scuola.

 Il Ministro ha risposto puntualmente agli
interrogativi sulla valutazione, sulla personalizzazione degli apprendimenti, sull’integrazione. Ha   accennato all’importanza che assumerà la
rivoluzione matematica nei Nuovi Programmi della Scuola Superiore ed ha
espresso soddisfazione perché la scuola italiana ha vinto la sfida della
dispersione scolastica che, nella media europea, si attesta intorno al 9,1%,
mentre l’Italia, con l’8,2% si pone al di sotto di tale percentuale. Tuttavia
si rammarica che la percentuale di abbandono dei ragazzi stranieri risulti
ancora alta (26%), ciò dipende molto dalla difficoltà linguistica, sia
dell’allievo sia della famiglia, che spesso in casa continua a parlare con i
figli la lingua di origine.  

La vera sfida sarà ancora
l’inserimento/potenziamento delle competenze, a tal fine, il Ministro sollecita
i docenti a segnalare alla dirigente proposte di buone pratiche, progetti di
potenziamento-inclusione, da realizzare all’interno delle scuole con i fondi
europei. Sono fondi che dobbiamo imparare a richiedere, considerato anche il
fatto che l’Italia ha spesso sprecato le risorse europee.

 Il Ministro delinea la figura del docente,
come un professionista animato da passione per l’insegnamento, capace di
comunicare entusiasmo, animare la lezione con episodi di vita vissuta, con
esempi che trasformino la sua passione in carisma.  La dirigente, Lucia Lolli,
solleva il tema dell’insegnamento-apprendimento: la rivoluzione metodologica
stenta a decollare, mentre la classica lezione frontale ha perso d’efficacia
perché i giovani d’oggi hanno un altro modo di apprendere e altri tempi di
attenzione. La resistenza dei docenti alla lezione frontale è un grandissimo
ostacolo poiché i ragazzi si demotivano, si annoiano di fronte a ore di teoria.
È vero che gli allievi frequentano i laboratori (lingue, matematica, fisica,
scienze, informatica) presenti nell’Istituto ma un’attività didattica
laboratoriale significativa non ha sempre bisogno di uno spazio laboratorio.

Il Ministro riconosce la valenza
di una didattica laboratoriale che, partendo dalla realtà, giunga a
formalizzare la teoria. Una docente rappresenta l’esperienza pluriennale della
piccola sede dove insegna in cui gli alunni si spostano nelle classi-laboratorio
alla maniera delle scuole americane. Il numero contenuto di alunni, consente un
rapporto “più umano” e si può puntare sulla personalizzazione degli
insegnamenti.

Si solleva il tema della
preparazione psico-pedagogica dei docenti soprattutto di Scuola Superiore e
della solitudine dei docenti che, un tempo, avrebbero potuto contare sul
supporto di un medico, o di uno psicologo, o di un infermiere in servizio nella
scuola. Il Ministro crede fortemente nella formazione dei docenti, tanto che
alla formazione universitaria ha aggiunto quella riservata all’INDIRE, che
tratterà l’educazione alla cittadinanza, al rispetto, all’uso del digitale, del
cellulare. Rispetto alla reintroduzione del medico scolastico egli cita la
presenza di almeno 200 mila insegnanti di sostegno che erano inesistenti al
tempo in cui esisteva la figura del medico scolastico, mentre oggi svolgono
nelle classi un ruolo fondamentale.

Ritiene che la scuola debba
essere una grande comunità dove, in un clima sereno, si dialoga, si collabora,
dove non ci può essere insulto, delegittimazione ma confronto e dialogo.

“La scuola italiana è scuola
costituzionale – ha dichiarato il Ministro – in quanto si conforma al perno
valoriale intorno a cui ruota tutta la nostra Costituzione: la centralità della
persona”.

La Scuola è dunque al servizio
della persona e dello studente, che ha diritto di crescere e concretare la sua
personalità per realizzarsi nella vita. Il docente deve saper appassionare, la
Scuola deve saper valorizzare i talenti dello studente che deve metterci
l’impegno ed essere parte attiva del suo apprendimento. L’allievo non solo deve
conoscere l’algoritmo e tradurre un testo di Cicerone ma deve acquisire quel
grado di autonomia che lo fa essere adulto.   

Al centro ci deve essere sempre
il rispetto l’uno dell’altro. La scuola è il luogo dove si costruisce insieme,
in cui allievi, docenti e famiglie agiscono per crescere insieme. Il Ministro,
dopo un primo incontro in biblioteca, si è recato nelle classi in visita agli
allievi e ai docenti infine, nell’Aula Magna, ha incontrato quelle classi che
stavano svolgendo progettualità specifiche, come lo studio delle lingue
straniere di cui hanno dato prova di padronanza. Il Ministro si è congedato
complimentandosi con tutti per le progettualità introdotte dalla scuola, poi ha
lasciato l’incontro dopo aver salutato gli esponenti istituzionali presenti: il
Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, il dirigente Nicolò Accardo, i
rappresentanti dell’Arma e delle Associazioni territoriali